giovedì 26 marzo 2026

La Chiesa degli Alpini di Boario Terme 1

La Chiesa degli Alpini di Boario Terme non nasce come un semplice edificio religioso, ma come un progetto collettivo, quasi un cantiere morale prima ancora che materiale. Quando don Turla iniziò a parlarne, molti la considerarono un’idea ambiziosa, forse troppo per una piccola comunità di montagna. Eppure lui aveva quella capacità rara di trasformare un’intuizione in un punto di ritrovo, un luogo che unisse più che dividere.

Don Turla era un sacerdote pratico, diretto, abituato a guardare le persone negli occhi e a capire cosa potevano dare. Non chiedeva mai l’impossibile, ma sapeva far emergere il possibile. Fu così che, un passo alla volta, la chiesetta prese forma: con il lavoro degli alpini, con le mani dei volontari, con le giornate passate a trasportare materiali lungo il pendio, con la tenacia di chi sente che sta costruendo qualcosa che resterà.

Quando la chiesa fu completata, non era solo un luogo di culto. Era la prova tangibile che una comunità, se guidata da qualcuno che crede davvero in ciò che fa, può realizzare opere che sembrano più grandi di lei. Don Turla non cercava riconoscimenti: gli bastava vedere la gente salire fin lassù, fermarsi un momento, respirare, ritrovare un po’ di sé stessa.

Oggi la chiesetta continua a essere questo: un punto fermo sopra la valle, un luogo che racconta una storia semplice ma forte. La storia di un sacerdote che non si è limitato a celebrare, ma ha costruito; e di una comunità che, seguendolo, ha lasciato un segno concreto e duraturo.

Don Giovanni Turla fu il sacerdote di Boario Terme che negli anni del dopoguerra divenne un punto di riferimento per la comunità, noto per il suo carattere concreto e per la capacità di trasformare idee in opere, come appunto la Chiesa degli Alpini che volle e guidò nella costruzione.

Durante la Campagna di Russia servì come cappellano militare: condivise la vita al fronte con i soldati alpini, assistendoli spiritualmente nelle condizioni estreme del Don, esperienza che segnò profondamente la sua visione umana e pastorale.













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