sabato 21 febbraio 2026

Le fotografie di Carlo Mezzena, 16

Le fotografie di Carlo Mezzena, Sottotenente della 31ª Batteria del Gruppo Bergamo, Divisione Alpina Tridentina. Ogni fotografia è stata recuperata dalla precedente pubblicazione dell'intero album e trattata con l'intelligenza artificiale per renderla più nitida e dettagliata.

"Vagoni italiani distrutti dall'opera dei partigiani".





venerdì 20 febbraio 2026

Le fotografie di Carlo Mezzena, 15

Le fotografie di Carlo Mezzena, Sottotenente della 31ª Batteria del Gruppo Bergamo, Divisione Alpina Tridentina. Ogni fotografia è stata recuperata dalla precedente pubblicazione dell'intero album e trattata con l'intelligenza artificiale per renderla più nitida e dettagliata.

"Vagoni italiani distrutti dall'opera dei partigiani".



mercoledì 18 febbraio 2026

Il museo degli Alpini di Darfo Boario Terme 4

Una visita al MALP - Museo degli Alpini di Darfo Boario Terme, via Fucine, 60.

Il MALP è un luogo di memoria dedicato alla storia delle Truppe Alpine, con un percorso che attraversa documenti, fotografie, testimonianze e oggetti provenienti dalla Prima e Seconda Guerra Mondiale. L’esposizione raccoglie materiali originali, donazioni e opere artistiche ispirate ai valori alpini, offrendo un racconto intenso e umano delle vicende dei soldati e delle loro famiglie.

Durante la mia visita ho potuto immergermi in un ambiente curato e ricco di dettagli, dove ogni reperto contribuisce a ricostruire storie personali e collettive. L’atmosfera raccolta del museo invita alla riflessione e permette di apprezzare il forte legame tra la comunità e la tradizione alpina. Un’esperienza breve ma significativa, che lascia un senso di rispetto e gratitudine verso chi ha vissuto quegli eventi.

La sezione dedicata alla Seconda Guerra Mondiale

































martedì 17 febbraio 2026

Il museo degli Alpini di Darfo Boario Terme 3

Una visita al MALP - Museo degli Alpini di Darfo Boario Terme, via Fucine, 60.

Il MALP è un luogo di memoria dedicato alla storia delle Truppe Alpine, con un percorso che attraversa documenti, fotografie, testimonianze e oggetti provenienti dalla Prima e Seconda Guerra Mondiale. L’esposizione raccoglie materiali originali, donazioni e opere artistiche ispirate ai valori alpini, offrendo un racconto intenso e umano delle vicende dei soldati e delle loro famiglie.

Durante la mia visita ho potuto immergermi in un ambiente curato e ricco di dettagli, dove ogni reperto contribuisce a ricostruire storie personali e collettive. L’atmosfera raccolta del museo invita alla riflessione e permette di apprezzare il forte legame tra la comunità e la tradizione alpina. Un’esperienza breve ma significativa, che lascia un senso di rispetto e gratitudine verso chi ha vissuto quegli eventi.

La sezione dedicata alla Grande Guerra.





















lunedì 16 febbraio 2026

Il museo degli Alpini di Darfo Boario Terme 2

Una visita al MALP - Museo degli Alpini di Darfo Boario Terme, via Fucine, 60.

Il MALP è un luogo di memoria dedicato alla storia delle Truppe Alpine, con un percorso che attraversa documenti, fotografie, testimonianze e oggetti provenienti dalla Prima e Seconda Guerra Mondiale. L’esposizione raccoglie materiali originali, donazioni e opere artistiche ispirate ai valori alpini, offrendo un racconto intenso e umano delle vicende dei soldati e delle loro famiglie.

Durante la mia visita ho potuto immergermi in un ambiente curato e ricco di dettagli, dove ogni reperto contribuisce a ricostruire storie personali e collettive. L’atmosfera raccolta del museo invita alla riflessione e permette di apprezzare il forte legame tra la comunità e la tradizione alpina. Un’esperienza breve ma significativa, che lascia un senso di rispetto e gratitudine verso chi ha vissuto quegli eventi.

Scatti di vita "alpina".







domenica 15 febbraio 2026

Il museo degli Alpini di Darfo Boario Terme 1

Una visita al MALP - Museo degli Alpini di Darfo Boario Terme, via Fucine, 60.

Il MALP è un luogo di memoria dedicato alla storia delle Truppe Alpine, con un percorso che attraversa documenti, fotografie, testimonianze e oggetti provenienti dalla Prima e Seconda Guerra Mondiale. L’esposizione raccoglie materiali originali, donazioni e opere artistiche ispirate ai valori alpini, offrendo un racconto intenso e umano delle vicende dei soldati e delle loro famiglie.

Durante la mia visita ho potuto immergermi in un ambiente curato e ricco di dettagli, dove ogni reperto contribuisce a ricostruire storie personali e collettive. L’atmosfera raccolta del museo invita alla riflessione e permette di apprezzare il forte legame tra la comunità e la tradizione alpina. Un’esperienza breve ma significativa, che lascia un senso di rispetto e gratitudine verso chi ha vissuto quegli eventi.

Immagini dedicate alla storia del Corpo degli Alpini dalle origini ai giorni nostri.























venerdì 13 febbraio 2026

La morte per congelamento

Come avveniva la morte per congelamento sul fronte russo nella Seconda Guerra Mondiale? Spesso ne scriviamo e ne parliamo, ma esattamente cosa accadeva?

Ne parlo solo ed esclusivamente per dare una spiegazione scientifica ad un fenomeno diffusissimo durante la Campagna di Russia, e far comprendere così a tutti quanti quali furono le sofferenze dei soldati coinvolti.

Nella fase iniziale (da minuti a poche ore) si verificava il congelamento dei tessuti superficiali:
- la pelle diventa pallida, poi biancastra;
- il piede o la mano perde sensibilità: prima formicolio, poi totale intorpidimento;
- il sangue viene richiamato verso gli organi vitali, quindi la circolazione periferica quasi si ferma;
- in questa fase, se il soldato veniva riscaldato correttamente, il danno poteva essere reversibile.

Nella successiva fase di congelamento profondo (ore), si passa al danno ai tessuti interni se l’esposizione continua:
- i cristalli di ghiaccio iniziano a formarsi dentro i tessuti;
- i vasi sanguigni si danneggiano e si chiudono;
- il piede o la mano diventa rigido, come “legnoso”;
- qui il danno è già grave e anche con cure, parte dei tessuti non sopravvive.

Nella fase di riperfusione (quando il soldato viene portato al caldo) si verifica un momento paradossale: il piede o la mano si riscaldano, e il sangue torna a circolare solo parzialmente, e questo provoca:
- gonfiore;
- dolore molto forte;
- comparsa di bolle (simili a ustioni);
- arrossamento o violaceo;
- questa fase può durare 1–3 giorni.
- le bolle chiare indicano danno superficiale; quelle scure indicano danno profondo.

Evoluzione verso la necrosi (giorni – settimane); se il congelamento è stato profondo, i tessuti non ricevono più sangue. A questo punto:
- la pelle passa dal violaceo al nero;
- il piede o la mano diventa freddo, insensibile, duro;
- i tessuti morti si “mummificano” lentamente;
- questo processo richiede da 5–7 giorni fino a 2–3 settimane.
- il nero non è “bruciatura”, è tessuto morto che non ha più circolazione.

Infine si verificava la cancrena secca o umida (dopo settimane); a seconda delle condizioni:

Cancrena secca (più comune nel gelo estremo):
- il piede o la mano si “asciuga”;
- i tessuti diventano duri e neri;
- la linea tra tessuto vivo e morto diventa netta;
- col tempo, la parte necrotica può staccarsi da sola.

Cancrena umida (la più pericolosa):
- infezione dei tessuti morti;
- gonfiore, cattivo odore, febbre;
- rischio di setticemia.