lunedì 24 agosto 2026

Isbuscenskij, 24 agosto 1942

Isbuscenskij, 24 agosto 1942... "Oggi, nel silenzio dell’anniversario, il loro galoppo risuona ancora. Perché chi affronta la morte con onore non scompare: rimane nella memoria di chi sa ascoltare".

Alle prime luci del 24 agosto 1942, il Reggimento “Savoia Cavalleria” bivaccava presso la quota 213,5, nell’ansa del Don. Durante la notte, due battaglioni del 812º Reggimento fucilieri sovietico si erano portati in posizione, pronti a colpire all’alba. Quando una pattuglia italiana fu avvistata, il fuoco sovietico si abbatté sul campo, costringendo il colonnello Alessandro Bettoni Cazzago a una decisione estrema: caricare.

Il 2º Squadrone, guidato dal capitano De Leone, scese in un burrone laterale e colpì il fianco sinistro sovietico con una manovra aggirante rapidissima, sfondando le prime linee e percorrendo la trincea in profondità.
Il 4º Squadrone, del tenente Abba, attaccò appiedato sotto il fuoco delle mitragliatrici; Abba cadde guidando i suoi uomini.
Il 3º Squadrone, del capitano Marchio, lanciò la carica frontale più dura, affrontando le postazioni sovietiche a sciabola e bombe a mano; caddero il tenente Ragazzi e il maggiore Litta Modignani.
Nel frattempo, l’artiglieria a cavallo delle Voloire aprì il fuoco immediato, spezzando le prime linee nemiche e sostenendo l’avanzata dei cavalieri.

La successione rapida delle tre cariche, la polvere sollevata dagli zoccoli e la violenza dell’urto convinsero i sovietici di avere di fronte più reggimenti, non uno solo. Le linee cedettero: molti uomini si arresero, altri ripiegarono verso il Don.

La cavalleria italiana, isolata per oltre 50 km, aveva compiuto l’impossibile: respingere un attacco sovietico numericamente e tecnicamente superiore.

Le fonti concordano su organici e perdite: circa 700 cavalieri italiani contro circa 2.500 sovietici. Le perdite furono: 32 morti e 52 feriti tra gli italiani, 150 morti, 300 feriti e 600 prigionieri tra i sovietici, oltre a 100-150 cavalli italiani caduti.

Albino, il cavallo sopravvissuto.
Tra i cavalli che parteciparono alla carica, uno divenne simbolo di memoria: Albino, destriero del Savoia Cavalleria, che sopravvisse alla battaglia e alla campagna di Russia. Le fonti ricordano Albino come uno dei pochi cavalli che riuscirono a tornare in Italia, diventando un emblema di fedeltà e resistenza.



sabato 22 agosto 2026

giovedì 13 agosto 2026

Non solo Russia... Monticelli

NON SOLO CAMPAGNA DI RUSSIA...
Come già avevo anticipato Un italiano in Russia mantiene fede alla sua missione primaria, ovvero quella di raccontare la Campagna di Russia 1941-1943 in tutti i suoi aspetti, ma a tutto questo voglio aggiungere anche altro. In 50 e passa anni di vita ho visitato tanti luoghi legati alla storia della Grande Guerra e della Seconda Guerra Mondiale, e scattato tantissime fotografie. Non mi cimenterò con il raccontare quella Storia... preferisco concentrarmi esclusivamente sulla Campagna di Russia... ma condividerò qui le fotografie di questi luoghi: un omaggio verso tutti quegli uomini che, con una divisa e una bandiera, hanno combattuto e magari sono morti per il proprio Paese.

I MONTICELLI.
I Monticelli, sul crinale che domina il Passo del Tonale, furono durante la Grande Guerra posizioni avanzate austro‑ungariche, parte del sistema difensivo che comprendeva i forti Strino, Mero, Tonale e Presanella. Qui gli austriaci allestirono trincee, camminamenti e piazzole d’osservazione per controllare il valico e sorvegliare le linee italiane del Corno d’Aola e del Paradiso. Il settore rimase stabile fino al 1918, quando le postazioni dei Monticelli contribuirono alla difesa contro l’offensiva italiana che, a novembre, portò alla caduta dell’intero sistema fortificato del Tonale.

LE FOTOGRAFIE.
1) I Monticelli in una cartina dei primi del '900
2) Panoramica dai Monticelli

DOVE SI TROVA.
https://maps.app.goo.gl/fizeZoaWJeQNdd6p7



Non solo Russia... Monticelli

NON SOLO CAMPAGNA DI RUSSIA...
Come già avevo anticipato Un italiano in Russia mantiene fede alla sua missione primaria, ovvero quella di raccontare la Campagna di Russia 1941-1943 in tutti i suoi aspetti, ma a tutto questo voglio aggiungere anche altro. In 50 e passa anni di vita ho visitato tanti luoghi legati alla storia della Grande Guerra e della Seconda Guerra Mondiale, e scattato tantissime fotografie. Non mi cimenterò con il raccontare quella Storia... preferisco concentrarmi esclusivamente sulla Campagna di Russia... ma condividerò qui le fotografie di questi luoghi: un omaggio verso tutti quegli uomini che, con una divisa e una bandiera, hanno combattuto e magari sono morti per il proprio Paese.

I MONTICELLI.
I Monticelli, sul crinale che domina il Passo del Tonale, furono durante la Grande Guerra posizioni avanzate austro‑ungariche, parte del sistema difensivo che comprendeva i forti Strino, Mero, Tonale e Presanella. Qui gli austriaci allestirono trincee, camminamenti e piazzole d’osservazione per controllare il valico e sorvegliare le linee italiane del Corno d’Aola e del Paradiso. Il settore rimase stabile fino al 1918, quando le postazioni dei Monticelli contribuirono alla difesa contro l’offensiva italiana che, a novembre, portò alla caduta dell’intero sistema fortificato del Tonale.

LE FOTOGRAFIE.
1) Tabellone storico sui Monticelli
2-4) La salita che dal Passo del Tonale porta al Passo Paradiso, posto poco sotto i Monticelli
5-8) Dalla cima dei Monticelli si domina il Passo del Tonale e le creste sul lato opposto della valle (Monte Tonale Occidentale e Orientale)
9-12) Dettagli delle posizioni austro-ungariche sui Monticelli

DOVE SI TROVA.
https://maps.app.goo.gl/fizeZoaWJeQNdd6p7























martedì 11 agosto 2026

Le fotografie di Carlo Mezzena, 28

Le fotografie di Carlo Mezzena, Sottotenente della 31ª Batteria del Gruppo Bergamo, Divisione Alpina Tridentina. Ogni fotografia è stata recuperata dalla precedente pubblicazione dell'intero album e trattata con l'intelligenza artificiale per renderla più nitida e dettagliata.

"Kamenka e la sua chiesa".

Ritorna all'Archivio fotografico Sottotenente Carlo Mezzena.

lunedì 10 agosto 2026

Le mappe dello CSIR e dell'ARMIR 28

Le mappe delle operazioni del CSIR e dell'ARMIR dal giugno 1941 all'ottobre 1942 - La prima battaglia difensiva del Don - Le operazioni sul fronte della Divisione "Pasubio" (XXXV Corpo d'Armata) (21-22 e 25 agosto 1942).

sabato 8 agosto 2026

Il viaggio del 2016, giorno 2, caposaldo "Venere"

Diario del mio primo viaggio estivo in Russia nel 2016. Giorno 2, 01.08.2016.

Arrivo alla stazione ferroviaria di Rossosch; partenza per la zona di Staraja Kalitva - Nova Kalitva per visitare la famosa “Quota Pisello”; successiva visita della località di Orobinskij per esplorare la zona dove è stato distrutto il XV Battaglione CC.NN. Leonessa.

Panorama dal caposaldo "Venere".



Il viaggio del 2016, giorno 2, caposaldo "Venere"

Diario del mio primo viaggio estivo in Russia nel 2016. Giorno 2, 01.08.2016.

Arrivo alla stazione ferroviaria di Rossosch; partenza per la zona di Staraja Kalitva - Nova Kalitva per visitare la famosa “Quota Pisello”; successiva visita della località di Orobinskij per esplorare la zona dove è stato distrutto il XV Battaglione CC.NN. Leonessa.

Siamo al caposaldo "Venere", nella cartina proprio al centro dello schieramento italiano; dalle immagini è possibile comprenderne l'importanza rispetto alla visuale sulla piana del "Berretto Frigio".











martedì 4 agosto 2026

Non solo Russia... Sacrario Militare del Tonale

NON SOLO CAMPAGNA DI RUSSIA...
Come già avevo anticipato Un italiano in Russia mantiene fede alla sua missione primaria, ovvero quella di raccontare la Campagna di Russia 1941-1943 in tutti i suoi aspetti, ma a tutto questo voglio aggiungere anche altro. In 50 e passa anni di vita ho visitato tanti luoghi legati alla storia della Grande Guerra e della Seconda Guerra Mondiale, e scattato tantissime fotografie. Non mi cimenterò con il raccontare quella Storia... preferisco concentrarmi esclusivamente sulla Campagna di Russia... ma condividerò qui le fotografie di questi luoghi: un omaggio verso tutti quegli uomini che, con una divisa e una bandiera, hanno combattuto e magari sono morti per il proprio Paese.

SACRARIO MILITARE DEL TONALE.
Il sacrario militare del Tonale si trova sul passo del Tonale, tra la Val Camonica e la Val di Sole dove si combatté la Prima guerra mondiale. Il sacrario del Tonale è stato progettato dall'architetto Pietro Del Fabbro ampliando una struttura precedente. Tale struttura consisteva in un monumento alla Vittoria in forma di un semplice recinto con al centro un basamento con la statua della Vittoria alata. La prima pietra del monumento alla Vittoria fu posta da Re Vittorio Emanuele III il 3 settembre 1922, l'inaugurazione avvenne quasi esattamente due anni più tardi il 31 agosto 1924. Nel sacrario sono raccolte le salme di 847 caduti italiani, 50 dei quali sono ignoti, provenienti dai cimiteri di guerra dismessi delle località Case di Viso, Ponte di Legno, Pezzo, Stadolina, Temù, Val d'Avio. Inoltre sono stati qui tumulati anche in tempi recenti i resti di vari caduti affiorati dopo il ritiro dei ghiacciai della zona.

LE FOTOGRAFIE.
1-4) L'esterno del Sacrario
5-6) Dettaglio della "Vittoria alata" e del nostro tricolore
7-9) Busti di alcuni caduti famosi nella zona del Tonale
10-14) Dettagli di alcuni targhe e loculi dei caduti della Guerra Bianca
15-16) Lastre di bronzo dedicate alla 5ª e 7ª Divisione Alpina
17) Non poteva mancare un omaggio ai caduti di Russia nel XX° anniversario della battaglia di Nikolajewka

DOVE SI TROVA.
https://maps.app.goo.gl/MP4qePjPzNbSCGpBA?g_st=ac

































lunedì 3 agosto 2026

Il viaggio del 2016, giorno 2, caposaldi "Giove" e "1"

Diario del mio primo viaggio estivo in Russia nel 2016. Giorno 2, 01.08.2016.

Arrivo alla stazione ferroviaria di Rossosch; partenza per la zona di Staraja Kalitva - Nova Kalitva per visitare la famosa “Quota Pisello”; successiva visita della località di Orobinskij per esplorare la zona dove è stato distrutto il XV Battaglione CC.NN. Leonessa.

Visita dei caposaldi "Giove" e "1"; si faccia riferimento alla mappa per comprenderne l'ubicazione. Da tenere presente che sono passati oltre 80 anni dagli eventi ivi accaduti e le condizioni del terreno sono totalmente mutate, di conseguenza almeno questi capisaldi sono poco visibili, soprattutto nelle fotografie. Le prime due immagini fanno riferimento al caposaldo "Giove", le successive quattro al caposaldo "1".