Come avveniva la morte per congelamento sul fronte russo nella Seconda Guerra Mondiale? Spesso ne scriviamo e ne parliamo, ma esattamente cosa accadeva?
Ne parlo solo ed esclusivamente per dare una spiegazione scientifica ad un fenomeno diffusissimo durante la Campagna di Russia, e far comprendere così a tutti quanti quali furono le sofferenze dei soldati coinvolti.
Nella fase iniziale (da minuti a poche ore) si verificava il congelamento dei tessuti superficiali:
- la pelle diventa pallida, poi biancastra;
- il piede o la mano perde sensibilità: prima formicolio, poi totale intorpidimento;
- il sangue viene richiamato verso gli organi vitali, quindi la circolazione periferica quasi si ferma;
- in questa fase, se il soldato veniva riscaldato correttamente, il danno poteva essere reversibile.
Nella successiva fase di congelamento profondo (ore), si passa al danno ai tessuti interni se l’esposizione continua:
- i cristalli di ghiaccio iniziano a formarsi dentro i tessuti;
- i vasi sanguigni si danneggiano e si chiudono;
- il piede o la mano diventa rigido, come “legnoso”;
- qui il danno è già grave e anche con cure, parte dei tessuti non sopravvive.
Nella fase di riperfusione (quando il soldato viene portato al caldo) si verifica un momento paradossale: il piede o la mano si riscaldano, e il sangue torna a circolare solo parzialmente, e questo provoca:
- gonfiore;
- dolore molto forte;
- comparsa di bolle (simili a ustioni);
- arrossamento o violaceo;
- questa fase può durare 1–3 giorni.
- le bolle chiare indicano danno superficiale; quelle scure indicano danno profondo.
Evoluzione verso la necrosi (giorni – settimane); se il congelamento è stato profondo, i tessuti non ricevono più sangue. A questo punto:
- la pelle passa dal violaceo al nero;
- il piede o la mano diventa freddo, insensibile, duro;
- i tessuti morti si “mummificano” lentamente;
- questo processo richiede da 5–7 giorni fino a 2–3 settimane.
- il nero non è “bruciatura”, è tessuto morto che non ha più circolazione.
Infine si verificava la cancrena secca o umida (dopo settimane); a seconda delle condizioni:
Cancrena secca (più comune nel gelo estremo):
- il piede o la mano si “asciuga”;
- i tessuti diventano duri e neri;
- la linea tra tessuto vivo e morto diventa netta;
- col tempo, la parte necrotica può staccarsi da sola.
Cancrena umida (la più pericolosa):
- infezione dei tessuti morti;
- gonfiore, cattivo odore, febbre;
- rischio di setticemia.

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