DOPO UN MESE DI GUERRA AL FRONTE RUMENO - Appunti del Col. Corrado Valfré di Bonzo, Addetto Militare a Bucarest sui procedimenti tattici sovietici, da “Le operazioni delle unità italiane al fronte russo (1941-1943)”, Ufficio Storico - Stato Maggiore E.I. - TERZA PARTE.
IMPIEGO TATTICO DELLE VARIE ARMI.
Fanteria.
Oltre alle qualità di carattere morale di cui ho detto genericamente, la fanteria sovietica ha dimostrato di possedere un ottimo addestramento ed allenamento. Il giuoco della tattica minuta è preciso, Dare l'impressione di essere istintivo. La manovra non è negletta neppure nelle minori unità, addestrate a sfruttare la sorpresa, a ricercare il fianco ed il tergo del nemico, a sfruttare al massimo il terreno, il mascheramento, il fuoco: la cui disciplina è risultata ottima ed i cui effetti sono stati sinora notevoli. Caratteristica della tattica della fanteria e l'estrema mobilità: a cominciare dalla compagnia in cui le armi automatiche, effettuate le prime raffiche redditizie, cambiano immediatamente posizione per sottrarsi alla reazione avversaria, alla squadra, e nell'ambito della stessa squadra, al tiratore singolo, sino ai corpi, alle unità, che sfruttano costantemente i mezzi motorizzati per manovrare. I reparti che si trovano in organizzazioni mascherate aprono il fuoco a brevissima distanza per sfruttare al massimo gli effetti della sorpresa; in terreno libero, allorché il mascheramento lo consente, lasciano parimenti e avvicinare le formazioni avversarie per sfruttare gli effetti del fuoco scatenato a comando. La fanteria difende con accanimento i centri di resistenza, anche se questi sono stati sorpassati. Spesso crea il vuoto innanzi al fronte delle unità attaccanti. Non appena le formazioni si sono addentrate in profondità, i reparti che avevano sgombrato e si erano portati in posizioni laterali, scatenano violenti contrattacchi che hanno spesso sortito risultati concreti. è addestrata a prendere di mira di preferenza le uniformi che spiccano nella massa. Esistono gruppi di tiratori muniti di fucile a cannocchiale specialmente adibiti a questo compito. Ecco perché è indispensabile che l'ufficiale si mimetizzi il più possibile colla truppa. La fanteria sovietica si giova largamente delle imboscate e dei trucchi più svariati: occorre diffidare dalle bandiere bianche che quasi sempre nascondono un tranello; dei finti morti che risuscitano per aprire il fuoco alle spalle; essere cauti nell’attraversare terreni boscosi apparentemente sgombri. Si è dato il caso di battaglioni avanzati in boschi in cui non v’era traccia di nemico, presi alle spalle dal fuoco di interi reparti scesi silenziosamente dai loro nascondigli tra le fronde o fatti segno a fuoco nutrito di squadre di tiratori scelti appostati sugli alberi con armi automatiche. Frequente altresì lo sfruttamento di uniformi tolte ai prigionieri od a feriti per compiere colpi di mano od assolvere compiti informativi. I collegamenti con l’artiglieria, assicurati da filo e da mezzi radio, si sono dimostrati sinora buoni: di guisa che armonico è risultato l’impiego delle due armi essenzialmente nel campo ristretto dei minori reparti. Abbondante l’artiglieria di accompagnamento, sfruttata largamente anche alle più brevi distanze. Efficacissimo contro il materiale romeno il tiro anticarro. Nessuna economia di munizioni, sia delle armi portatili sia di quelle pesanti. Sono state impiegate largamente cartucce deformabili ed esplosive. Esistono altresì cartucce cariche di solo esplosivo che - a quanto affermano i prigionieri - dovrebbero essere impiegate per dilaniare la ferita nel preciso momento in cui la baionetta è entrata in giuoco. Ottimi l’equipaggiamento e l’armamento. Larga dotazione di armi automatiche, di fucili muniti di cannocchiale, di armi a tiro curvo, bombe a mano.

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