lunedì 6 aprile 2020

Il sergente nella neve 5

Tutto il materiale proposto fa riferimento all'articolo 70 comma 1 della legge numero 633 del 22 Aprile 1941 che cita "Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se effettuati per uso di critica o di discussione, nei limiti giustificati da tali fini e purché non costituiscano concorrenza all'utilizzazione economica dell'opera; se effettuati a fini di insegnamento o di ricerca scientifica l'utilizzo deve inoltre avvenire per finalità illustrative e per fini non commerciali".

Da "Il sergente nella neve"... Udii la voce di uno che incitava parlando forte in russo. Capii qualche parola: patria, Russia, Stalin, lavoratori. Mandai subito una vedetta per le tane a fare uscire gli uomini con tutte le armi. Uscivano in fretta imprecando; con gli occhi pieni di sonno, socchiusi alla luce del sole. Odoravano di fumo. Dissi: - Non sparate se prima non vi do l'ordine; tenetevi pronti -. Era ritornato il silenzio; di là la voce si era taciuta; di qua tutti erano pronti con le armi puntate. Erano cessati i brontolii, i passi affrettati, i rumori degli otturatori. I russi sorsero in piedi sull'orlo del bosco, vennero sulla scarpata e tutto era ancora tranquillo. Non un colpo di fucile, non un grido. Erano stupiti di quel silenzio. Forse ci credevano già partiti? Si sedettero sulla neve e scivolarono sulla riva del fiume. Ma quando i primi furono ai piedi della scarpata: - Spara! - gridai all'alpino che vicino a me imbracciava il mitragliatore. Una breve raffica, poi improvvisamente tutte le armi spararono, i quattro mitragliatori, la pesante, i trenta fucili, i quattro mortai di Moreschi, i due di Baroni.

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