La nipote Alessandra vuole ricordare e onorare la memoria del nonno Dilucia Fortunato, Vice Brigadiere dei Carabinieri della 66ª Sezione Motorizzata Carabinieri al comando del Sottotenente Attilio Boldoni, aggregata alla DIvisione di Fanteria "Torino. Fortunato era nato il 4 ottobre 1900 a San Romano in Garfagnana (Lucca) e risulta disperso in località sconosciuta il 17 gennaio 1943. Vada anche a lui il nostro rinnovato impegno nel ricordo del suo sacrificio.
Dal 2011 camminiamo in Russia e ci regaliamo emozioni
Trekking ed escursioni in Russia sui campi di battaglia della Seconda Guerra Mondiale
Danilo Dolcini - Phone 349.6472823 - Email danilo.dolcini@gmail.com - FB Un italiano in Russia
lunedì 2 marzo 2026
Convegno a Morazzone (VA) 2026
Prossimo appuntamento del 2026 a Morazzone (VA) Venerdì 6 marzo alle ore 21.00 presso la Sala Polivalente "P.F. Mazzucchelli", Via XXVI Agosto. Convengo "La Campagna di Russia, ieri e oggi - Storia e testimonianze di un sofferto sacrificio a 83 anni dalla tragica conclusione". Vi aspetto!
Ritorna all'Elenco dei miei convegni tenuti dal 2018 ad oggi.
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Appunti di guerra al fronte rumeno - Col. Valfrè 5
DOPO UN MESE DI GUERRA AL FRONTE RUMENO - Appunti del Col. Corrado Valfré di Bonzo, Addetto Militare a Bucarest sui procedimenti tattici sovietici, da “Le operazioni delle unità italiane al fronte russo (1941-1943)”, Ufficio Storico - Stato Maggiore E.I. - QUINTA PARTE.
IMPIEGO TATTICO DELLE VARIE ARMI.
Carri armati e autoblindo.
Sul fronte romeno sono stati impiegati esclusivamente carri di piccolo e medio tonnellaggio: da 7 a 20 tonnellate. Il loro impiego, sempre razionale e tempestivo, è stato - salvo casi eccezionali - quello classico, cioè a dire massa (masse tuttavia non comparabili a quelle tedesche). Gli ufficiali carristi hanno dimostrato ardimento e ottime qualità manovriere. La manovra preferita è quella che ricerca il fianco del nemico. Nel primo periodo della campagna in corso talune teste di ponte romene sono state attaccate ed annientate esclusivamente da reparti carristi. I grandi contrattacchi nella Bessarabia centrale sono stati tutti preceduti da massicce formazioni carriste, le quali, unitamente a numerosissime autoblindo, manovrando con efficacia, mobilità ed elasticità, hanno assolto intelligentemente il non facile compito di coprire la ritirata oltre il Dniester. Gli Stukas si sono dimostrati il mezzo più efficace per annientarli. È bene tenere presente tuttavia che, anche sotto il pauroso bombardamento di questi sibilanti aerei, le formazioni non si sono sbandate, ma hanno continuato, benché falcidiate, verso il loro obiettivo. I proiettili da 37 e da 47 hanno perforato facilmente la corazzatura e le torrette. Ottima prova hanno dato i proiettili incendiari. In un tiro sperimentale effettuato a Stefanesti contro un carro di medio tonnellaggio catturato, uno speciale proiettile da fucile ha perforato facilmente il blindamento laterale. Il terreno paludoso è esiziale per il carro sovietico. Ho avuto campo di osservarne parecchi - leggeri - immobilizzati, pur non essendovi affondati più di una spanna, in terreni paludosi dai quali altri carri in analoghe condizioni si sarebbero potuti facilmente disimpastoiare. Il materiale corazzato sovietico non può reggere neppure ad un lontano raffronto con quello tedesco in fatto di resistenza, manovrabilità e capacità offensiva. I carri sovietici sono contrassegnati da una fascia bianca, larga circa ½ metro, dipinta sulla parte superiore nel senso della lunghezza. Come le colonne munizioni, i reparti corazzati fanno largo uso di tettoie di paglia o di foraggio per sottrarsi alla visibilità dall’alto.
IMPIEGO TATTICO DELLE VARIE ARMI.
Carri armati e autoblindo.
Sul fronte romeno sono stati impiegati esclusivamente carri di piccolo e medio tonnellaggio: da 7 a 20 tonnellate. Il loro impiego, sempre razionale e tempestivo, è stato - salvo casi eccezionali - quello classico, cioè a dire massa (masse tuttavia non comparabili a quelle tedesche). Gli ufficiali carristi hanno dimostrato ardimento e ottime qualità manovriere. La manovra preferita è quella che ricerca il fianco del nemico. Nel primo periodo della campagna in corso talune teste di ponte romene sono state attaccate ed annientate esclusivamente da reparti carristi. I grandi contrattacchi nella Bessarabia centrale sono stati tutti preceduti da massicce formazioni carriste, le quali, unitamente a numerosissime autoblindo, manovrando con efficacia, mobilità ed elasticità, hanno assolto intelligentemente il non facile compito di coprire la ritirata oltre il Dniester. Gli Stukas si sono dimostrati il mezzo più efficace per annientarli. È bene tenere presente tuttavia che, anche sotto il pauroso bombardamento di questi sibilanti aerei, le formazioni non si sono sbandate, ma hanno continuato, benché falcidiate, verso il loro obiettivo. I proiettili da 37 e da 47 hanno perforato facilmente la corazzatura e le torrette. Ottima prova hanno dato i proiettili incendiari. In un tiro sperimentale effettuato a Stefanesti contro un carro di medio tonnellaggio catturato, uno speciale proiettile da fucile ha perforato facilmente il blindamento laterale. Il terreno paludoso è esiziale per il carro sovietico. Ho avuto campo di osservarne parecchi - leggeri - immobilizzati, pur non essendovi affondati più di una spanna, in terreni paludosi dai quali altri carri in analoghe condizioni si sarebbero potuti facilmente disimpastoiare. Il materiale corazzato sovietico non può reggere neppure ad un lontano raffronto con quello tedesco in fatto di resistenza, manovrabilità e capacità offensiva. I carri sovietici sono contrassegnati da una fascia bianca, larga circa ½ metro, dipinta sulla parte superiore nel senso della lunghezza. Come le colonne munizioni, i reparti corazzati fanno largo uso di tettoie di paglia o di foraggio per sottrarsi alla visibilità dall’alto.
domenica 1 marzo 2026
GIS - Novità Febbraio 2026
Le novità di Dicembre 2025 del sito GIS Campagna di Russia 1941-1943.
Link del sito GIS https://www.gis-campagna-russia-1941-1943.it
Link della pagina Facebook https://www.facebook.com/groups/campagnadirussiagis
LE LOCALITA' DEL CSIR E DELL'ARMIR.
- Fiume Bogucharka
- Fiume Iwany
- Fiume Levaya
- Fiume Sukhaya Rossosh
LE OPERAZIONI DEL CSIR.
- Alexandrowka / Aleksandrovka, aeroporto, 24 febbraio 1942
- Alexandrowka / Aleksandrovka, aeroporto, 28 febbraio 1942
- Debalzewo / Debal'ceve, aeroporto, 03.03.1942
- Michailowka / Mikailowka / Mykhailivka, aeroporto, 03.1942
- Michailowka / Mikailowka / Mykhailivka, aeroporto, 15.03.1942
- Stalino / Jussowo / Donec'k, aeroporto, 23.02.1942
OSPEDALI, CAMPI DI PRIGIONIA E CIMITERI.
- Giambul / Dzhambul / Taraz, lager ospedale n. 3986 con 62 caduti
- Pakta Aral / Macta Aral / Aral, Dzerzhinsky / Esentaev Numurhamed, campo distaccato n. 29/1
- Pakta Aral / Macta Aral / Aral, Dzerzhinsky / Esentaev Numurhamed, area campo n. 29/1
- Pakta Aral / Macta Aral / Aral, Dzerzhinsky / Esentaev Numurhamed, area cimitero n. 29/1
- Pakta Aral / Macta Aral / Aral, Comintern / Igilik, campo distaccato n. 29/2 I
- Pakta Aral / Macta Aral / Aral, Comintern / Igilik, campo distaccato n. 29/2 II
- Pakta Aral / Macta Aral / Aral, Comintern / Igilik, area campo n. 29/2
- Pakta Aral / Macta Aral / Aral, Comintern / Igilik, fosse comuni campo distaccato n. 29/2
- Pakta Aral / Macta Aral / Aral, Orkeniet / Il'ic, campo distaccato n. 29/3
- Pakta Aral / Macta Aral / Aral, Orkeniet / Il'ic, fosse comuni campo distaccato n. 29/3
- Pakta Aral / Macta Aral / Aral, Orkeniet / Il'ic, area campo n. 29/3
- Pakta Aral / Macta Aral / Aral, Stalin / Madeniet, campo distaccato n. 29/4
- Pakta Aral / Macta Aral / Aral, Stalin / Madeniet, fosse comuni campo distaccato n. 29/4
- Pakta Aral / Macta Aral / Aral, Stalin / Madeniet, area campo n. 29/4
- Pakta Aral / Macta Aral / Aral, Primo Maggio / Kok-Aral / Nauryz, campo distaccato n. 29/5
- Pakta Aral / Macta Aral / Aral, Primo Maggio / Kok-Aral / Nauryz, fosse comuni campo distaccato n. 29/5
- Pakta Aral / Macta Aral / Aral, Primo Maggio / Kok-Aral / Nauryz, area campo n. 29/5
- Pakta Aral / Macta Aral / Aral, "Rivoluzione d'ottobre" / Progress / Bereke, campo distaccato n. 29/6
- Pakta Aral / Macta Aral / Aral, "Rivoluzione d'ottobre" / Progress / Bereke, area campo n. 29/6
- Pakta Aral / Macta Aral / Aral, area fabbrica
- Pakta Aral, confine amministrativo del distretto
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LE OPERAZIONI DEL CSIR.
- Alexandrowka / Aleksandrovka, aeroporto, 24 febbraio 1942
- Alexandrowka / Aleksandrovka, aeroporto, 28 febbraio 1942
- Debalzewo / Debal'ceve, aeroporto, 03.03.1942
- Michailowka / Mikailowka / Mykhailivka, aeroporto, 03.1942
- Michailowka / Mikailowka / Mykhailivka, aeroporto, 15.03.1942
- Stalino / Jussowo / Donec'k, aeroporto, 23.02.1942
OSPEDALI, CAMPI DI PRIGIONIA E CIMITERI.
- Giambul / Dzhambul / Taraz, lager ospedale n. 3986 con 62 caduti
- Pakta Aral / Macta Aral / Aral, Dzerzhinsky / Esentaev Numurhamed, campo distaccato n. 29/1
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- Pakta Aral / Macta Aral / Aral, Comintern / Igilik, campo distaccato n. 29/2 II
- Pakta Aral / Macta Aral / Aral, Comintern / Igilik, area campo n. 29/2
- Pakta Aral / Macta Aral / Aral, Comintern / Igilik, fosse comuni campo distaccato n. 29/2
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- Pakta Aral / Macta Aral / Aral, Orkeniet / Il'ic, fosse comuni campo distaccato n. 29/3
- Pakta Aral / Macta Aral / Aral, Orkeniet / Il'ic, area campo n. 29/3
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- Pakta Aral / Macta Aral / Aral, Stalin / Madeniet, fosse comuni campo distaccato n. 29/4
- Pakta Aral / Macta Aral / Aral, Stalin / Madeniet, area campo n. 29/4
- Pakta Aral / Macta Aral / Aral, Primo Maggio / Kok-Aral / Nauryz, campo distaccato n. 29/5
- Pakta Aral / Macta Aral / Aral, Primo Maggio / Kok-Aral / Nauryz, fosse comuni campo distaccato n. 29/5
- Pakta Aral / Macta Aral / Aral, Primo Maggio / Kok-Aral / Nauryz, area campo n. 29/5
- Pakta Aral / Macta Aral / Aral, "Rivoluzione d'ottobre" / Progress / Bereke, campo distaccato n. 29/6
- Pakta Aral / Macta Aral / Aral, "Rivoluzione d'ottobre" / Progress / Bereke, area campo n. 29/6
- Pakta Aral / Macta Aral / Aral, area fabbrica
- Pakta Aral, confine amministrativo del distretto
Appunti di guerra al fronte rumeno - Col. Valfrè 4
DOPO UN MESE DI GUERRA AL FRONTE RUMENO - Appunti del Col. Corrado Valfré di Bonzo, Addetto Militare a Bucarest sui procedimenti tattici sovietici, da “Le operazioni delle unità italiane al fronte russo (1941-1943)”, Ufficio Storico - Stato Maggiore E.I. - QUARTA PARTE.
IMPIEGO TATTICO DELLE VARIE ARMI.
Artiglieria.
Le caratteristiche principali concernenti l’artiglieria sovietica ed il suo impiego sono le seguenti. Impiego irrazionale del fuoco: diluito, mai o quasi a massa. Il tiro più frequente e direi normale è quello effettuato per batteria, raramente per gruppo. Frequentissimo quello di sezione e del pezzo isolato: il che induce a supporre l’esistenza di un largo ed illogico decentramento. Il dispregio o l’ignoranza della manovra del fuoco ha, su questo fronte almeno, ridotti i risultati del tiro. Unico esempio di concentramento - se tale può definirsi la convergenza del tiro di un reggimento divisionale - si è avuto in corrispondenza di una testa di ponte romena a Pruth. Utilizzazione delle massime come delle minime gittate. A somiglianza di quanto fa la fanteria con le armi automatiche, l’artiglieria divisionale e di corpo d’armata per sottrarsi al tiro di controbatteria cambia spesso posizione: nell’ambito del gruppo, della batteria e sinanche della sezione. Il tiro è risultato in genere abbastanza preciso, malgrado che - forse per la non padronanza del cielo - le unità sovietiche non si siano servite che eccezionalmente dell’ausilio degli aerei per dirigerlo. Il concorso più efficace dato dall’aviazione all’artiglieria risulta per ora essere quello fornito dagli apparecchi da caccia alle batterie contraeree. Allorché una formazione nemica è avvistata, alcuni cacciatori, tenendosene naturalmente a debita distanza, volando alla sua stessa quota e nella medesima direzione, comunicano alla difesa velocità, rotta, altezza. Questo sistema ha dato buoni risultati. L’artiglieria di corpo d’armata è impiegata di preferenza per tiri di infilata. Il materiale d’armata, se ha effettuato tiri precisi ed efficaci nella prima fase della campagna - inquantoché ha potuto sfruttare una minuziosa preparazione – nel prosieguo delle operazioni ha ottenuto risultati mediocri, forse anche perché privo dell’ausilio aereo. Così come i vari organi della difesa contraerea, ottima si è dimostrata l’artiglieria di questa specialità. Il tiro più efficace è risultato essere quello del materiale da 47, dai 500 ai 4.000 metri. Personale vigile, pronto e bene addestrato: rapida entrata in azione, grande celerità di tiro. Le maglie della difesa, larghe sulle linee, si raffittiscono all’interno in corrispondenza dei punti sensibili. Le batterie avanzate entrano raramente in azione: aprono di preferenza il fuoco contro le formazioni che, dopo essere state sottoposte al tiro più nutrito delle batterie retrostanti, hanno preso la via del ritorno. Il metodo di tiro prevalentemente impiegato è quello degli sbarramenti a cortine di fuoco, fatto con abbondanza - direi quasi spreco - di munizioni. Largo è l’impiego dei proiettili traccianti. Molto elevato nei proiettili di tutte le specialità e di tutti i calibri il percento dei colpi inesplosi. A tutt’oggi non sono stati impiegati dall’artiglieria proiettili a liquidi speciali. Da tener presente che molto spesso i sovietici fanno affluire le munizioni ai reparti con carri o autocarri agricoli apparentemente carichi di fieno. Attaccati dalle formazioni aeree, più di una volta colonne simili hanno reagito aprendo un nutrito fuoco di mitragliatrici.
IMPIEGO TATTICO DELLE VARIE ARMI.
Artiglieria.
Le caratteristiche principali concernenti l’artiglieria sovietica ed il suo impiego sono le seguenti. Impiego irrazionale del fuoco: diluito, mai o quasi a massa. Il tiro più frequente e direi normale è quello effettuato per batteria, raramente per gruppo. Frequentissimo quello di sezione e del pezzo isolato: il che induce a supporre l’esistenza di un largo ed illogico decentramento. Il dispregio o l’ignoranza della manovra del fuoco ha, su questo fronte almeno, ridotti i risultati del tiro. Unico esempio di concentramento - se tale può definirsi la convergenza del tiro di un reggimento divisionale - si è avuto in corrispondenza di una testa di ponte romena a Pruth. Utilizzazione delle massime come delle minime gittate. A somiglianza di quanto fa la fanteria con le armi automatiche, l’artiglieria divisionale e di corpo d’armata per sottrarsi al tiro di controbatteria cambia spesso posizione: nell’ambito del gruppo, della batteria e sinanche della sezione. Il tiro è risultato in genere abbastanza preciso, malgrado che - forse per la non padronanza del cielo - le unità sovietiche non si siano servite che eccezionalmente dell’ausilio degli aerei per dirigerlo. Il concorso più efficace dato dall’aviazione all’artiglieria risulta per ora essere quello fornito dagli apparecchi da caccia alle batterie contraeree. Allorché una formazione nemica è avvistata, alcuni cacciatori, tenendosene naturalmente a debita distanza, volando alla sua stessa quota e nella medesima direzione, comunicano alla difesa velocità, rotta, altezza. Questo sistema ha dato buoni risultati. L’artiglieria di corpo d’armata è impiegata di preferenza per tiri di infilata. Il materiale d’armata, se ha effettuato tiri precisi ed efficaci nella prima fase della campagna - inquantoché ha potuto sfruttare una minuziosa preparazione – nel prosieguo delle operazioni ha ottenuto risultati mediocri, forse anche perché privo dell’ausilio aereo. Così come i vari organi della difesa contraerea, ottima si è dimostrata l’artiglieria di questa specialità. Il tiro più efficace è risultato essere quello del materiale da 47, dai 500 ai 4.000 metri. Personale vigile, pronto e bene addestrato: rapida entrata in azione, grande celerità di tiro. Le maglie della difesa, larghe sulle linee, si raffittiscono all’interno in corrispondenza dei punti sensibili. Le batterie avanzate entrano raramente in azione: aprono di preferenza il fuoco contro le formazioni che, dopo essere state sottoposte al tiro più nutrito delle batterie retrostanti, hanno preso la via del ritorno. Il metodo di tiro prevalentemente impiegato è quello degli sbarramenti a cortine di fuoco, fatto con abbondanza - direi quasi spreco - di munizioni. Largo è l’impiego dei proiettili traccianti. Molto elevato nei proiettili di tutte le specialità e di tutti i calibri il percento dei colpi inesplosi. A tutt’oggi non sono stati impiegati dall’artiglieria proiettili a liquidi speciali. Da tener presente che molto spesso i sovietici fanno affluire le munizioni ai reparti con carri o autocarri agricoli apparentemente carichi di fieno. Attaccati dalle formazioni aeree, più di una volta colonne simili hanno reagito aprendo un nutrito fuoco di mitragliatrici.
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