domenica 1 marzo 2026

Appunti di guerra al fronte rumeno - Col. Valfrè 4

DOPO UN MESE DI GUERRA AL FRONTE RUMENO - Appunti del Col. Corrado Valfré di Bonzo, Addetto Militare a Bucarest sui procedimenti tattici sovietici, da “Le operazioni delle unità italiane al fronte russo (1941-1943)”, Ufficio Storico - Stato Maggiore E.I. - QUARTA PARTE.

IMPIEGO TATTICO DELLE VARIE ARMI.
Artiglieria.
Le caratteristiche principali concernenti l’artiglieria sovietica ed il suo impiego sono le seguenti. Impiego irrazionale del fuoco: diluito, mai o quasi a massa. Il tiro più frequente e direi normale è quello effettuato per batteria, raramente per gruppo. Frequentissimo quello di sezione e del pezzo isolato: il che induce a supporre l’esistenza di un largo ed illogico decentramento. Il dispregio o l’ignoranza della manovra del fuoco ha, su questo fronte almeno, ridotti i risultati del tiro. Unico esempio di concentramento - se tale può definirsi la convergenza del tiro di un reggimento divisionale - si è avuto in corrispondenza di una testa di ponte romena a Pruth. Utilizzazione delle massime come delle minime gittate. A somiglianza di quanto fa la fanteria con le armi automatiche, l’artiglieria divisionale e di corpo d’armata per sottrarsi al tiro di controbatteria cambia spesso posizione: nell’ambito del gruppo, della batteria e sinanche della sezione. Il tiro è risultato in genere abbastanza preciso, malgrado che - forse per la non padronanza del cielo - le unità sovietiche non si siano servite che eccezionalmente dell’ausilio degli aerei per dirigerlo. Il concorso più efficace dato dall’aviazione all’artiglieria risulta per ora essere quello fornito dagli apparecchi da caccia alle batterie contraeree. Allorché una formazione nemica è avvistata, alcuni cacciatori, tenendosene naturalmente a debita distanza, volando alla sua stessa quota e nella medesima direzione, comunicano alla difesa velocità, rotta, altezza. Questo sistema ha dato buoni risultati. L’artiglieria di corpo d’armata è impiegata di preferenza per tiri di infilata. Il materiale d’armata, se ha effettuato tiri precisi ed efficaci nella prima fase della campagna - inquantoché ha potuto sfruttare una minuziosa preparazione – nel prosieguo delle operazioni ha ottenuto risultati mediocri, forse anche perché privo dell’ausilio aereo. Così come i vari organi della difesa contraerea, ottima si è dimostrata l’artiglieria di questa specialità. Il tiro più efficace è risultato essere quello del materiale da 47, dai 500 ai 4.000 metri. Personale vigile, pronto e bene addestrato: rapida entrata in azione, grande celerità di tiro. Le maglie della difesa, larghe sulle linee, si raffittiscono all’interno in corrispondenza dei punti sensibili. Le batterie avanzate entrano raramente in azione: aprono di preferenza il fuoco contro le formazioni che, dopo essere state sottoposte al tiro più nutrito delle batterie retrostanti, hanno preso la via del ritorno. Il metodo di tiro prevalentemente impiegato è quello degli sbarramenti a cortine di fuoco, fatto con abbondanza - direi quasi spreco - di munizioni. Largo è l’impiego dei proiettili traccianti. Molto elevato nei proiettili di tutte le specialità e di tutti i calibri il percento dei colpi inesplosi. A tutt’oggi non sono stati impiegati dall’artiglieria proiettili a liquidi speciali. Da tener presente che molto spesso i sovietici fanno affluire le munizioni ai reparti con carri o autocarri agricoli apparentemente carichi di fieno. Attaccati dalle formazioni aeree, più di una volta colonne simili hanno reagito aprendo un nutrito fuoco di mitragliatrici.

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