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venerdì 27 febbraio 2026

Appunti di guerra al fronte rumeno - Col. Valfrè 2

DOPO UN MESE DI GUERRA AL FRONTE RUMENO - Appunti del Col. Corrado Valfré di Bonzo, Addetto Militare a Bucarest sui procedimenti tattici sovietici, da “Le operazioni delle unità italiane al fronte russo (1941-1943)”, Ufficio Storico - Stato Maggiore E.I. - SECONDA PARTE.

COMANDI.
Per quanto l'inatteso inizio delle ostilità abbia completamente sorpreso il comando sovietico - (Chisinau, Cernauti, Kiew, Nikolajew ed Odessa completamente illuminate durante la prima notte di guerra stanno a dimostrarlo) - non si può non riconoscere che la reazione dei vari comandi sia stata pronta ed efficace. Gli attacchi delle truppe tedesco-romene hanno incontrato, là dove era stato deciso di abbandonare il territorio, seri ostacoli all'avanzata nell'azione abile, elastica, mobilissima ed ostinata delle retroguardie prevalentemente motorizzate e corazzate operanti in ritirata a colpi di sonda sul fronte i più frequentemente sui fianchi. Resistenza accanitissima laddove non si doveva cedere di un passo: nel ristretto campo tattico contrattacchi ripetuti, efficaci, provenienti da direzioni diverse spesso impreviste, condotti con perizia ed ardimento. Nel quadro più ampio di gruppi di grandi unità azioni di masse motorizzate armonicamente operanti nel tempo e nello spazio e nelle direzioni più opportune redditizie. Nella prima fase della battaglia che va dal 22 Giugno al 15 Luglio il comando sovietico è riuscito a sgombrare ordinatamente la Bucovina e la Bessarabia settentrionale, subendo poche perdite ed infliggendole all'attaccante. Scarsissimo il numero dei prigionieri - (dal quale si debbono naturalmente escludere i bessarabiani levati in massa dai sovietici ed anelanti quindi a congiungersi con la patria). Praticamente nullo il bottino di guerra. Nella seconda fase della grande battaglia iniziata all'alba del 16 luglio è tuttora in pieno seppur contrastato sviluppo, (chi ha portato allo sfondamento della linea Stalin fra Moghilew e Jampol ed alla riconquista di tutta la Bessarabia), il comando sovietico ha operato con metodo, energia e soprattutto con calma: alla resistenza sul Dniester al contrattacchi reiterati per contenere e ridurre le teste di ponte, hanno fatto seguito i contrattacchi sui fianchi delle colonne ormai in piena azione verso il Bug, malgrado la minaccia sempre più vicina delle armate 17ª e Iª corazzata tedesche puntanti a sud-est. Abilissima è stata la manovra in ritirata chi ha consentito alle unità sovietiche nella battaglia in corso di sfuggire ad accerchiamenti che sembravano inevitabili. Il comando ed i comandi di unità hanno quindi su questo fronte e sino ad oggi funzionato e funzionato bene. Egregiamente quelli dei corpi dei minori reparti. La recente apparizione dei commissari politici, la cui autorità pare vada assumendo proporzioni sempre maggiori - superiori certamente a quelli del passato -, ed il cui numero pare vada aumentando, è tornata però fortunatamente a costituire un elemento di disgregazione che distrugge praticamente l'unità di comando, poiché sminuisce il senso della responsabilità - suddividendola e facendola soprattutto temere -, che crea un'atmosfera di sospetti e di odii, un pesante ingombro di sovrastrutture e di interferenze esiziali all'azione dei capi. Il servizio informazioni, malgrado le non lievi difficoltà, ha funzionato relativamente bene. Il Quartier Generale, malgrado i suoi molteplici spostamenti, è sempre stato oggetto di bombardamenti; i più importanti contrattacchi sono stati sferrati contro le unità rumene che, per essere di mobilitazione, hanno una minor coesione delle altre. I trasporti, malgrado le pessime condizioni delle strade, peggiorate dal persistere delle piogge e dalla solerte azione degli Stukas, hanno assolto bene il loro compito, sia nella prima fase della guerra in cui l'esodo delle truppe e del materiale dalla Bucovina e dalla Bessarabia si è effettuato ordinatamente e totalitariamente; sia nella seconda, caratterizzata dalla mobilità delle masse operanti in azioni controffensive ed in ritirata.

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